Sono stata a Casa Depero

Domenica era freddo e strisciando fuori dal letto con le energie sotto i piedi ho pensato che un posto che volevo visitare senza scalare c’era. Quindi dopo essersi stropicciati gli occhi, zainetto in spalla e siam partiti in quel di Rovereto.

La mostra su Fortunato Depero al Mart di Rovereto è travolgente

Partiamo dal Mart, dove ci vuole più tempo circa un paio d’ore e poi camminiamo verso il centro per andare a Casa d’Arte Futurista Depero. Sono arrivata alla cieca perché di Depero non conoscevo tantissimo, sì lo stile e la corrente futuristica, la collaborazione con Campari, ma niente di più. A scuola non l’ho studiato molto e anche se ne sono sempre stata attratta dal design non ho mai approfondito la sua vita artistica.

Sono rimasta basita dalla forza dei colori ma soprattutto dal rigore tecnico impiegato nei bozzetti. In poche parole per me appare come un grande uomo d’affari, che ha saputo vendere qualsiasi cosa sfruttando ogni ambiente che gli forniva materiale su cui tramandare un messaggio, quello Futurista. Mosaici, mobili, arazzi, abiti, tele, libri, pubblicità, dalle competenze straordinarie, Depero ha saputo distinguersi e tappezzare le strade di geometrie, prepotenza ed avanguardia.

La Mostra di Depero al Mart
Casa d'Arte Futurista Depero
Opera di Gaetano Cappa - Depero New Depero 2021
Opera di Gaetano Cappa – Depero New Depero 2021
Alessandro Mendini lampada da tavolo Tahiti, disegnata da Ettore Sottsass
La lampada da tavolo Tahiti disegnata da Ettore Sottsass nel 1981 per Memphis Milano

Tinte piatte omogenee e meravigliose geometrie

Se dovessi dare una palette a Depero penserei ai colori degli arazzi e dei quadri prima del suo periodo newyorkese, dove usa tinte piatte calde e dalle tonalità molto intense, vivaci e allegre.

Al posto di utilizzare Photoshop o Illustrator, ho provato a giocare con un sito che aiuta ad abbinare i colori, si chiama coolors. Io ho caricato una foto e ho pescato i colori direttamente da lì facendo qualche modifica per creare uniformità.

creare palette da una foto con il sito coolors

Lo stile grafico di Depero

Depero gioca con la tipografia proprio come lo fa con progetti e colori e punta su un effetto di meraviglia e sorpresa che oggi il reparto marketing chiama WOW. Usa pesi e dimensioni diversi fra loro per dare una gerarchia oltre che un effetto ottico che si dimostra comunicativo ancora prima di arrivare all’analisi del testo. 

Ne troviamo esempio ne “Il Libro Imbullonato” pubblicato nel 1927 e soprannominato “un’auto da corsa tipografica”. Lo potete scovare un pezzetto in cima a questa immagine:

La Mostra di Depero al Mart

Le lettere futuriste sono spigolose, essenziali e non convenzionali, così come dichiarato dal manifesto della corrente artistica, alla raffinatezza l’artista contrappone il disordine delle parole. Depero si spinse oltre e promosse l’invenzione dell’onomalingua, dove le parole e i caratteri si mescolano su carta formando onomatopee, effetti giocosi, suoni, ripetizioni, rumori.  

Immancabile, la collaborazione con Campari

Nasce all’incirca nel 1924 e si protrae sino al 1931. Non è chiaro come sia cominciata ma una delle prime opere firmate dall’artista «Quadro pubblicitario – Non cartello» sono del 1926, pubblicate alla XV Biennale d’Arte di Venezia.

La semplicità e linearità è estremamente attuale. Ci vuole uno sforzo di immaginazione per capire che per l’epoca, quello che per noi oggi è il Flat Design e che Depero aveva creato nei suoi totem pubblicitari, le persone vedevano queste grafiche come un “pugno in un occhio”.

Le idee prodotte e inventate da Fortunato Depero sono un patrimonio storico che ancora permea dentro le opere contemporanee.

La zona grigia (a volte una nube nera) che lo animava mi ha messa in difficoltà in alcuni momenti, ho percepito aggressività, violenza e provocazioni che sicuramente sono state influenzate dai suoi “maestri”. Leggere il manifesto del futurismo mi ha riportato alla mente analogie sull’attualità dove si capisce il senso della frase “da cosa nasce cosa”. 

L’arte, infatti, non può essere che violenza, crudeltà ed ingiustizia.

Da “Il Manifesto del Futurismo” scritto da Marinetti nel 1909

Non si può essere ciechi e non vedere, nonostante gli aspetti politici, l’impatto che questo artista ha avuto nel mondo dell’arte e della comunicazione.

Per questo ad oggi se volessi toccare con mano una sua opera, ti basterà ordinare una bottiglietta del Campari Soda al bar. 

In copertina un mio personalissimo omaggio all’esposizione.

PS: non ho parlato di altre cose tra cui le marionette dei Balli Plastici e il panciotto, ma non volevo stufarti, vai a vedere la mostra che rimane aperta fino al 5 giugno 2022 magari in un giorno dedicato tutto a lui come suggerisce questa proposta dall’ApT Rovereto e Vallagarina.

Risorse per approfondire

  • Esiste un font creato da Fortunato Depero e Alan Kegler che si può acquistare e per farlo potete andare direttamente qui: https://www.p22.com/family-Il_Futurismo 
  • Il sito fontsinuse è una risorsa davvero nerd, un archivio pubblico di tipografia che contiene più di 19.950 opere indicizzate per carattere tipografico con esempi, periodi storici e settore merceologico. 
sito font in use libreria tipografica online

Bibliografia

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