Spazi còlti: allestimento di una mostra verde

L’allestimento di una mostra è un allenamento costante all’imprevisto. Rispetto ad impaginare un libro che non sempre hai cura e tempo di leggerlo, la mostra ti costringe ad entrare nei contenuti che ne fanno parte.

Per questo con Sonia ci troviamo, soprattutto all’inizio del progetto quando si è ancora freschi e lucidi, a fare telefonate dove le conversazioni fanno circa così:

” Oh, ma hai visto questo dettaglio?
Sì… e la storia di questo personaggio qui?
Già! Era uno in gamba, pensa che sofferenze che ha dovuto subire”

Studiare, approfondire ed entrare nei dettagli. Questo è il lavoro che si fa per una mostra, l’ho imparato con Sonia e penso che non ne farei mai una da sola perché alla base di tutto mi piace il nostro modo di leggere la storia e restituirla in uno spazio che faccia sbocciare emozioni.

Ogni progetto regala grandi scoperte che poi conservo e custodisco per un arricchimento che stimola le mie connessioni nervose.

Come con il funnel marketing, in modo più fisico, in una mostra ci si deve immedesimare nei passi che una persona compie. Misurando l’altezza e i tempi con cui travolgerlo di informazioni. Ci chiediamo sempre se vogliamo dare un senso di apertura o di chiusura, se una stanza deve essere cupa per enfatizzare o leggera per sollevare l’animo.

Tutto ha un ritmo, i colori sono importanti come lo sono le immagini e le dimensioni dei testi. Dettagli che non si possono sottovalutare perché possono incidere a cascata su tutta la mostra ed un piccolo errore di valutazione può poi portare alla mal comprensione di un contenuto.

La mia scrivania esplode in piena mostra

Descrizione: stampe di A3 con planimetrie, liste, formati incomprensibili, abbondanze. Un delirio di informazioni raccolte, che continuavo a sottolineare e barrare: questo urgente, questo fatto, quest’altro si è aggiunto proprio adesso.

La progettazione, quella dove ci si divide le stanze e ci si mette al computer creando mockup e suggestioni parte dai progetti e dalle planimetrie fatte dagli architetti. Si studia la struttura, materiali e praticità per poi entrare nei dettagli della costruzione dei file considerando faretti, montaggio e distanza dalla persona.

Abbiamo allestito 2 piani di un palazzo storico meraviglioso. Siamo campionesse di staffetta che abbiamo affrontato con chiamate e video chiamate perché l’emergenza Covid-19 ci ha tolto la possibilità di lavorare spalla-spalla.

Impara l’arte e mettila da parte

  • Saper gestire i tempi: lo stress più grande. I ritardi degli altri fanno dannare te ma non sei l’ultima ruota del carro, per cui è fondamentale saper gestire i propri tempi e cercare di farli rispettare anche agli altri. Prima di tutto i testi, la comunicazione grafica per la divulgazione dell’apertura, formati e misure, coordinamento con la tipografia che stamperà tutto e poi con i montatori che negli ultimi giorni si occuperanno degli allestimenti.
  • Chi prende le misure? Dipende. A volte l’architetto che prepara i prospetti, a volte noi quando andiamo in perlustrazione, a volte il cliente che si è ricordato all’ultimo quell’angolo da riempire. Ricordo il panico quando in un montaggio – anni fa – ci siamo accorti che alcuni pannelli che andavano posizionati dentro a dei cassetti erano più corti di 5 cm. Capita qualche piccolo errore, l’importante è accorgersi in tempo e poter rimediare.
  • La quantità di cose da tenere a mente. Un allenamento continuo – per ogni singolo file ci sono spesso misure diverse, materiali diversi per cui cambiano le abbondanze da inserire nel file. Mi sento un ragno che con 8 occhi guarda PDF e segna misure. La comunicazione con tipografia e architetto diventa essenziale soprattutto nella fase di verifica e di stampa per evitare errori grossolani e spese inutili.
  • Il fascino dei materiali storici. Certo che è un utopia pensare di avere una foto storica con un’ottima qualità. Noi abbiamo spalmato una cartolina su 5 metri di parete.
  • Ordine. Nel nome dei file, nelle email, nell’archivio dei materiali. Dovevi vedere la mia faccia quando mi hanno chiesto di recuperare un file datato giugno 2013 che andava ristampato tale quale. Per fortuna non butto via niente!
Eccoci mentre festeggiamo la chiusura del progetto: io, Claudio Battisti – Studio BBS e Sonia Lunardelli – Mugrafik

Dopo l’inaugurazione ho fatto la pausa estiva per decomprimere fisicamente e mentalmente il carico.

Però la voglia di visitare qualche giardino in più durante l’anno mi è rimasta, per questo ho messo in cantiere il Labirinto della Masone a Parma e il Parco Sigurtà di Verona.

La mostra è stata progettata all’interno di Villa Paradiso, a Levico Terme. Sul sito del Museo storico del Trentino trovate credits, dettagli e promotori.

Spazi cólti: i giardini nella storia d’Occidente a Levico Terme, aperta dall’8 agosto 2020 al 08 agosto 2021.
Fondazione Museo storico del Trentino: tel. 0461 230482 – [email protected]

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